Considerazioni su Spesometro 2018 e documento riepilogativo per fatture sotto i 300 euro

Il 30 novembre 2017 è stato approvato il DL 148/2017, collegato fiscale alla Legge di stabilità 2018 contenente alcune semplificazioni in merito allo spesometro. Le novità riguardano lo Spesometro 2018, e l'Agenzia delle Entrate le sta introducendo nel modello, attualmente disponibile in bozza. La data di scadenza dello spesometro, prevista il 28 febbraio è stata prorogata al sessantesimo giorno successivo alla pubblicazione del modello definitivo (non ancora avvenuta) nel rispetto dello statuto del contribuente.

 

Tra le semplificazioni introdotto dal nuovo Spesometro "light" in scadenza il 6 aprile 2018, spicca la possibilità per le fatture di importo inferiore a 300 euro registrate con un documento riepilogativo, di evitare la trasmissione analitica dei dati. Infatti in luogo delle fatture emesse e  ricevute di importo inferiore a 300 euro, registrate cumulativamente è facoltà dei contribuenti trasmettere i dati del documento riepilogativo. I dati da trasmettere comprendono almeno:

  • partita IVA del cedente/presestatore per il documento riepilogativo delle fatture attive
  • partita IVA del cessionario/committente per il documento riepilogativo delle fatture passive
  • la data e il numero del documento riepilogativo
  • l'ammontare imponibile complessivo
  • l'ammontare dell'imposta complessiva distinta seconda l'aliquota applicata.

​Nel corso di Telefisco 2018 è stato chiarito dall'Agenzia delle Entrate che dato il rinvio delle disposizioni al DPR 695/96, l'importo di 300 euro deve intendersi come importo complessivo delle fatture, comprensivo d'IVA.

Lo spesometro “uccide” il documento riepilogativo

È noto che i soggetti passivi Iva hanno la possibilità di registrare le fatture attive e/o passive attraverso un unico documento nel quale devono essere indicati:

  • i numeri delle fatture cui si riferisce;
  • l’ammontare complessivo imponibile delle operazioni;
  • l’ammontare dell’imposta distinto per aliquota applicata.

Le fatture di acquisto devono comunque essere numerate progressivamente così come quelle di importo superiore alla predetta soglia.

Come precisato dalla risoluzione AdE 80/E/2012, le singole fatture, emesse e/o ricevute, dovranno essere conservate, unitamente al documento riepilogativo, anche al fine di consentire all’Amministrazione finanziaria di espletare la propria attività di controllo.

Con lo spesometro vigente sino al periodo d’imposta 2016 (le cui scadenze sono previste per il prossimo mese di aprile), da rendere tramite il celebre modello polivalente, il documento riepilogativo poteva ancora essere gestito. Occorreva infatti apporre uno specifico flag che evitava di compilare i campi “partita Iva” e “codice fiscale”. In questo modo le fatture ricomprese nel documento riepilogativo potevano essere inserite in maniera raggruppata indicando l’importo e l’imposta complessivamente conteggiati.

La circolare AdE 1/E/2017 precisa che, per gli invii previsti dal D.Lgs. 127/2015 (ma le medesime considerazioni riguardano anche il D.L. 193/2016), le informazioni da trasmettere riguardano le singole fatture emesse e ricevute. Tale regola riguarda anche le fatture attive e/o passive di importo inferiore ad € 300,00 per le quali è data facoltà di registrazione attraverso un documento riepilogativo.

Di conseguenza, è obbligatorio comunicare i dati relativi ad ogni singola fattura, indipendentemente dalla modalità di registrazione, anche per tali tipologie di fatture.

Questo comporta l’uscita di scena del documento riepilogativo: se la posizione dell’Agenzia è quella di consentire l’annotazione raggruppata, ma poi l’invio deve essere analitico per le singole fatture, è di tutta evidenza che utilizzare il documento riepilogativo comporta un lavoro successivo di inserimento dei dati.

Non rileva la scheda carburante

Da notare invece una diversa scelta per la scheda carburante utilizzata dai contribuenti per portare in detrazione l’Iva assolta sugli acquisti di carburante da autotrazione.

Nel precedente spesometro, le istruzioni alla compilazione del modello polivalente prevedeva la possibilità del soggetto obbligato alla comunicazione di riportarne i dati con le stesse modalità del documento riepilogativo.

Nel nuovo spesometro, invece, tali documenti non dovranno più essere inseriti. La circolare AdE 1/E/2017 chiarisce infatti che i soggetti che esercitano l’opzione per l’invio dei dati delle fatture non devono comunicare i dati contenuti in altri documenti. Tra questi, viene appunto richiamata la scheda carburante di cui al D.P.R. 444/1997.

ECNews - Fisco e Tasse

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